Fonte: wikipedia.org

La provincia di Pesaro e Urbino è caratterizzata da una frammentazione linguistica dovuta ad una straordinaria concomitanza di cause etniche, economiche e storico-culturali, che hanno generato infatti diverse varietà linguistiche locali.

I sistemi linguistici principali della regione Marche sono tre:

  1. gallo-italico
  2. mediano
  3. meridionale

I vernacoli parlati nella provincia di Pesaro e Urbino appartengono tutti all’area gallo-italica e a sua volta si suddividono in:

  1. pesarese
  2. urbinate
  3. fanese
  4. pergolese
dialetti marchigiani

Fonte: Wikipedia.org

I vari dialetti provinciali, pur essendo tutti appartenenti al sistema galloitalico-marchigiano, sono piuttosto differenti tra loro: in particolar modo il pesarese e l’urbinate sono foneticamente più simili fra loro, mentre differiscono in modo evidente dal fanese e dal pargolese.
Nella classificazione tradizionale si tende a ricondurre (o addirittura confendere) il vernacolo pesarese con il romagnolo, con il quale condivide le principali caratteristiche, che possono essere individuate in:

  • palatizzazione di a in sillaba libera (chèsa per “casa”, falignèm per “falegname”, chèr per “caro”, pèdre per “padre”)
  • la tonica i dinnanzi a nasale diventa é (vén per “vino”, cucéna per “cucina”)
  • la e finale accentata (mε, trε, perchε fino circa a prima di Fano)
  • la del dittongo “iè” in sillaba libera (pìd per “piede”, pìtra per “pietra”)
  • le atone finali scompaiono del tutto come pure molte delle mediane ad eccezione della -a (dmèn per “domani”, fémna per “femmina”), con conseguente drastica riduzione di sillabe in parole polisillabiche (stmèn per “settimane”)
  • la semplificazione delle consonanti intense (cità, dona, ragaza), fenomeno che sconfina pure in territorio linguisticamente “mediano”, come dimostrato dalla parlata di Ancona
  • la lenizione delle sorde intervocaliche (avùd per “avuto”, fadiga per “fatica”, fóg per “fuoco”)
Filastrocca in Dialetto pesarese
« Mentr’ acsé le parlèva
do’ ragazz malé pasèva
sai “bleu-geens” tutti sbrimblèdi
mezz scucid e mezz stracèdi
e ‘na maja strimilzita
cla cupriva metà vita. »
« Mentre parlavano così
due ragazze passarono di lì
con i jeans tutti sbrindellati
mezzi scuciti e mezzi stracciati
e una maglia striminzita
che copriva mezza vita. »
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