La Gola del Furlo: una alternativa nelle tue vacanze a Pesaro

Eccola, a soli 50 km dal centro città immersa nel verde dell’Appennino Marchigiano tra forre e canyon, in un susseguirsi di rocce intagliate dalle forze dell’erosione: la Gola del Furlo.

tunnel della gola del furlo

Tale gola, la più famosa di tutta la regione, si apre tra Fossombrone ed Acqualagna, chiusa da pareti che raggiungono i 300 metri di altezza e attraversata dal III secolo avanti Cristo dalla Via Flaminia che univa Roma a Fano sulle rive dell’adriatico.

E’ stata proprio la strada romana, attrezzata sotto l’imperatore Vespasiano con un tunnel di 38 metri di lunghezza, a dare alla Gola del Furlo il suo nome, che deriva da forulus, cioè “piccolo foro”. Strategica nel mondo antico, la strada del Furlo ha sempre avuto una grande importanza, e ha visto tra il V ed il VII secolo il passaggio delle armate dei Goti, del Longobardi e dei Bizantini che si contendevano l’entroterra e il litorale adriatico.

Nell’alto Medioevo, al suo margine, sorse un complesso monastico, rifugio di viandanti, luogo di ristoro e di aiuto per superare le paure della Gola del Furlo: le leggende raccontavano storie di diavoli che dall’alto scagliavano massi e ogni tanto veramente qualcuno perdeva la vita. Si comprende allora perchè proprio qui fu costruita la millenaria abbazia benedettina di San Vincenzo al Furlo. Nel 1011 vi soggiornò San Romualdo fondatore dell’Ordine di Vallombrosa; nel 1040 vi si fermò San Pietro Damiani, monaco, priore, poi cardinale e ispiratore della riforma al tempo delle lotte per le investiture.

 

Nel 1776 la Flaminia venne risistemata e rimase quasi inalterata fino alla realizzazione della moderna superstrada.

E’ stata invece la Milizia Forestale, negli anni Trenta, a scolpire nella roccia, sul versante settentrionale della Gola, un gigantesco profilo di Benito Mussolini.

le pareti della gola del furloMa la Gola del Furlo è prima di tutto un grandioso monumento naturale, formatasi tra il monte Pietralata e il monte Paganuccio, per azione della forza erosiva del fiume Candigliano, raggiungendo nei millenni una notevole profondità, non più visibile grazie alla diga che ha trasformato l’impetuoso fiume in un calmo ed artificiale lago dai colori fantastici.

Le ciclopiche pareti della gola offrono uno scenario maestoso e impressionante, oltre ad una ricchezza naturalistica di flora e fauna davvero singolari come un inaspettato nido di aquila reale. Cacciano all’interno della forra anche il falco pellegrino, la poiana e il gheppio.

percorso lungo il fiumeAd eccezione delle pareti verticali, i versanti della gola sono rivestiti da una fitta macchia mediterranea che include il leccio, la fillirea ed il terebinto.

Dal 6 febbraio 2001, con il Decreto del Ministero dell’Ambiente, è stata istituita la Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo.

Ti consigliamo alcuni dei nostri itinerari:

Itinerario alla scoperta delle Grotte di Frasassi;
Itinerario alla scoperta del Parco Naturale San Bartolo;
Itinerario alla scoperta di Pesaro città.

 

 

Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.